L’omaggio di Domenico Dara a Michele Pane.

L’omaggio di Domenico Dara a Michele Pane.

E’ stata una piacevole sorpresa quella di trovare Michele Pane protagonista dell’inizio del libro dello scrittore calabrese Domenico Dara. Si tratta di un omaggio, come afferma lo stesso autore, che ha ritenuto di dover fare al più noto poeta calabrese che nel libro interpreta se stesso nei panni di un italoamericano che aiuta un emigrato a scrivere una lettera alla famiglia residente a Girifalco.

Domenico Dara «Breve trattato sulle coincidenze»

Tutto il libro di Dara intitolato «Breve trattato sulle coincidenze» è un omaggio alla Calabria e alla calabresità, scritto com’è in una lingua che fa ampio ricorso a espressioni dialettali di Girifalco (ma comprensibili da tutti i calabresi), scelte dopo una ricerca meticolosa che ha richiesto diversi anni di elaborazione.

Caso ha voluto che Domenico Dara sia stato uno degli autori scelti per partecipare al progetto «Gutenberg 13» edizione 2015 e che una delle sue tappe sia stato il Liceo Scientifico Luigi Costanzo di Decollatura lo scorso 6 maggio 2015. E’ lì che ci siamo conosciuti, accomunati dalla coincidenza e dal rilievo da entrambi dato alla figura di Michele Pane. L’incontro è stato quanto mai suggestivo per lo stesso fatto di svolgersi a Decollatura, la culla linguistica e culturale di Michele Pane.

Domenico Dara e Giuseppe Musolino

Domenico Dara e Giuseppe Musolino

Il dirigente scolastico dott. Antonio Caligiuri ha dato il via alla manifestazione — che ha visto la presenza degli studenti del triennio del Liceo Scientifico e dei loro insegnanti — inquadrando la figura dell’autore e della sua opera. Ha poi passato la parola alla prof.ssa Maria Teresa Sacco che, insieme agli studenti, ha presentato una scheda introduttiva sul contenuto del «Breve trattato sulle coincidenze».

Domenico Dara, il dirigente scolastico Antonio Caligiuri e Giuseppe Musolino

Domenico Dara, il dirigente scolastico Antonio Caligiuri e Giuseppe Musolino

E’ seguito il mio intervento in cui ho innanzitutto ringraziato Dara per l’omaggio fatto a Michele Pane, per poi dialogare sul suo bellissimo romanzo. Il personaggio principale del  «Breve trattato sulle coincidenze», ambientato nel 1969, è il postino di Girifalco che aveva trasformato l’abitudine di aprire, leggere e ricopiare le lettere in arrivo e in partenza dal suo paese in una scienza esatta.
Fra queste lettere c’è quella di un giovane emigrato in America che scrive al padre per fargli conoscere i suoi successi economici e sociali e invitarlo a raggiungerlo nel nuovo continente. Anzichè inventarsi un testo qualsiasi — non gli sarebbe stato difficile farlo — Dara attinge da una lettera scritta per finta da un emigrato vero, cioè la famosa lettera «Dear Tata» che è l’incipit de «Lu calavrise ‘ngrisatu» pubblicato da Michele Pane nel 1917 a New York.

Durante il suo intervento Dara ha spiegato la genesi della sua opera, dalla prima idea al lungo lavoro necessario per sviluppare il romanzo secondo vari piani di lettura che vanno dalla descrizione della vita interiore del personaggio principale, alla denuncia del malaffare in politica, dai bozzetti di vita paesana descritti con rigore filologico, alla cura delle numerose parole dialettali, ognuna delle quali scelta e collocata con cura.

Per quanto riguarda i versi di «Dear Tata», Domenico Dara ha detto che sono stati molto apprezzati dai lettori, come gli hanno confermato nel corso dei numerosi incontri con il pubblico che ha avuto da quando è uscito il libro.
Per l’occasione gli ho mostrato la copia di «Lu Calavrise ‘ngrisatu» da cui è tratta la lettera di Michele Pane da lui utilizzata, cosa che l’ha molto incuriosito.

Domenico Dara sfoglia «Lu Calavrise 'ngrisatu»

Domenico Dara sfoglia «Lu Calavrise 'ngrisatu» di Michele Pane

Prima di lasciarci non ho certo dimenticato di fargli omaggio di una copia del mio «Michele Pane. La vita» a ricordo dell’incontro.

Dara e Musolino con la copia di «Michele Pane. La vita»

Dara e Musolino con la copia di «Michele Pane. La vita»

 

Domenico Dara, Giuseppe Musolino e Maria Teresa Sacco

 

 

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